Dopo vent’anni dal successo di Gustav Thöni, Alberto Tomba riportò in Italia la Coppa del Mondo Generale di Sci Alpino.

 

Il suo fu un dominio: su 16 gare disputate ne vinse 11, ben 8 delle quali consecutive. Dopo esserci andato vicino in molteplici occasioni, il 15 marzo 1995, al termine della Discesa Libera di Bormio, gara a cui non partecipò (notoriamente non disputava le Discese e corse pochissimi SuperGiganti) Alberto Tomba riuscì finalmente a coronare il suo sogno di vincere la Coppa del Mondo Assoluta.

 

Già al primo appuntamento stagionale, slalom Gigante a Tignes, Francia, il 3 dicembre 1994, si capì che stava per succedere qualcosa d'incredibile: Alberto chiuse la prima manche al ventunesimo posto, a 1 secondo e 88 centesimi dal leader provvisorio, Achim Vogt.

Ai più suonava come un "réquiem" del Tomba gigantista, anche in considerazione del fatto che la sua ultima vittoria nella specialità risaliva al 20 marzo 1992 (Crans Montana, Svizzera). Invece nella seconda discesa stabilì il miglior tempo di manche, riducendo il distacco a 75 centesimi, ottenendo il quarto posto. 

L'impresa è ancor più incredibile se si pensa che all'epoca il regolamento prevedeva l'inversione dei migliori 15 della prima manche, e non dei migliori 30, come avviene oggi.

 

Il giorno dopo, sempre a Tignes, Francia, si disputò lo Slalom Speciale. Alberto Tomba stracciò la concorrenza, relegando il secondo classificato, l'austriaco Tritscher, ad oltre un secondo di distacco, ottenendo così la sua prima vittoria stagionale, la 34ª in Coppa del Mondo.

 

Otto giorni dopo s'impose nello Slalom Speciale del Sestriere, in occasione della prima gara notturna nella storia della Coppa del Mondo di Sci Alpino.

 

Pochi giorni dopo dovette rinunciare a disputare la seconda manche del Gigante in Val d'Isere, a causa di un dolore persistente causato da una botta rimediata in allenamento prima dello Slalom del Sestriere. Nella prima manche aveva ottenuto il 9º tempo.

 

Lasciata la Val d'Isere cominciò il suo storico filotto di 8 vittorie consecutive, cominciando dallo Slalom di Lech, in Austria, dove vinse il 20 dicembre 1994, ripetendosi il giorno dopo, nonostante un incredibile numero d'equilibrismo a due terzi della seconda manche.

 

Il 22 dicembre il "Circo bianco" si spostò in Val Badia e, a distanza di quasi 3 anni dall'ultima volta, Alberto Tomba  trionfò nuovamente in Gigante, ottenendo la quinta vittoria stagionale, grazie alla quale chiudeva l'anno solare 1994 nettamente in testa alla Coppa del Mondo Generale.

 

Nei primi giorni del 1995 le cose non cambiarono, ed il bolognese s'impose nel Gigante di Kranjska Gora (Slovenia, 6 gennaio), dimostrando definitivamente di essere tornato il dominatore assoluto anche di questa specialità, cosa evidenziata anche dal distacco di 94 centesimi alla coppia classificatasi al secondo posto.

 

Appena il tempo per qualche piccolo festeggiamento e due giorni dopo Alberto Tomba gareggiò nello Slalom Speciale di Garmisch, in Germania, compiendo l'ennesimo capolavoro: vittoria con quasi 2 secondi di vantaggio sul secondo classificato, l'eterno Marc Girardelli.

 

Con quella vittoria, la settima stagionale, raggiunse lo svizzero Pirmin Zurbriggen a quota 40 successi in Coppa del Mondo, preceduto solamente dall'inarrivabile Ingemar Stenmark (86 vittorie) e da Marc Girardelli, fermo a quota 43 (saranno 46 a fine carriera).

 

Nelle settimane successive arrivarono anche i trionfi negli Slalom di Kitzbuehel (Austria) e Wengen (Svizzera), rispettivamente il 15 e 22 gennaio, infliggendo nuovamente distacchi considerevoli agli avversari.

 

In occasione della premiazione per il trionfo di Wengen venne suonata la Nona sinfonia di Beethoven per glorificare le 9 vittorie stagionali di Alberto Tomba, che stabilì anche un record tutt'ora imbattuto: sommando gli ultimi 2 Slalom della stagione 1993-94 ai 7 Slalom vinti nella stagione 1994-95 cancellò il record di Vreni Schneider, che si fermò a quota 8 (ovviamente in campo femminile).

 

Il 24 gennaio era in programma il Gigante di Adelboden (Svizzera) ma, a causa del caldo anomalo, la gara venne spostata al 4 febbraio, approfittando del buco in calendario lasciato dalla cancellazione dei Campionati del Mondo di Sci Alpino in Sierra Nevada (Spagna), causa mancanza di neve.

Tomba non aveva mai vinto nella località svizzera, ma in quella stagione infranse quasi tutti i suoi tabù: vinse la sua decima gara stagionale, l'ottava consecutiva, raggiungendo quota 1050 punti, il doppio del suo amico rivale Jure Kosir e dell'inossidabile Girardelli.

 

Nelle due gare (Gigante e Slalom) previste a Furano (Giappone), Alberto sperava di chiudere matematicamente il discorso Coppa del Mondo e d'interrompere la maledizione che lo perseguitava nel paese del Sol Levante, dove, pur non essendo mai riuscito a vincere, era venerato come un dio dagli appassionati di sci locali.

 

Inoltre sperava di avvicinarsi ulteriormente al record di 13 successi stagionali detenuto da Ingemar Stenmark (1978-79) o di raggiungere almento Jean-Claude Killy, che vinse 12 gare nel 1966.67.

 

Purtroppo anche in quella magica stagione il Giappone si rivelò amaro per l'Alberto nazionale: uscì sia in Gigante che in Slalom, ma per fortuna il suo vantaggio nella classifica generale di Coppa del Mondo rimase pressoché invariato. Il Giappone sarà l'unico tabù che la Bomba (così veniva soprannominato Tomba) non riuscì mai ad infrangere.

 

Successivamente il Circo Bianco si spostò in Canada ed in Norvegia per lo svolgimento di 5 gare veloci (3 Discese e 2 SuperGiganti), specialità nelle quali Alberto non si cimentava).

 

Si arrivò così al gran finale di Bormio, dove erano previste le ultime gare di ognuna delle 4 specialità.

 

Il 15 marzo 1995 si corse la Discesa Libera: vinse il francese Luc Alphand, che soffiò la coppetta di specialità al nostro Kristian Ghedina per soli 11 punti (e con qualche polemica per la gara annullata a Kvitfjell (Norvegia).

 

La delusione per il mancato successo di Ghedina passò decisamente in secondo piano, dato che l'attenzione dei tifosi italiani era rivolta verso Marc Girardelli, l'unico ancora matematicamente in grado di insidiare Alberto Tomba per la conquista della Coppa del Mondo Generale.

 

L'austro-lussemburghese arrivò soltanto diciasettesimo, e per il campione di Castel de Britti fu l'apoteosi: per la sesta volta un italiano otteneva la grande Sfera di Cristallo (Gustav Thöni nel 1971-72-73-75; Piero Gros 1974; Alberto Tomba 1995).

 

Alberto dedicherà la vittoria della Coppa all'amico-rivale Thoma Fodgö, costretto a passare il resto della vita su una sedia rotelle, a causa di un incidente occorsogli un mese prima.

 

Per i festeggiamenti si dovette aspettare ancora qualche giorno: il 18 marzo 1995 era in programma l'ultimo Gigante stagionale, e Alberto Tomba, già vincitore della Coppa Assoluta e di quella di Slalom, voleva aggiudicarsi anche quella tra i pali larghi.

Davanti a migliaia di tifosi tutti per lui, Alberto non tradì le attese ed ottenne l'undicesimo successo stagionale, il quarto in Gigante, aggiudicandosi così anche la Coppa di quella specialità.

 

Da ricordare anche che 2 giorni prima, il 16 marzo, un altro italiano, Peter Runggaldier, si era aggiudicato la Coppa di SuperGigante, completando un anno trionfale per i colori italiani.

 

Il 19 marzo era in programma lo Slalom Speciale, l'ultima gara della Coppa del Mondo 1994-95.

Tomba si presentò appagato ed alquanto scarico, "saltando" nella prima manche. Nonostante ciò, confermando il suo ruolo di "show-man", volle dare un ultimo spettacolo per le migliaia di tifosi giunti da tutta Italia, e tra la prima e seconda manche scese in bermuda e canottiera.

 

In seguito a quel meritato trionfo Alberto Tomba gareggiò per altre 3 stagioni, vincendo altri 6 Slalom in Coppa del Mondo ed ottenendo una storica doppietta d'oro Gigante-Slalom ai Mondiali di Sierra Nevada (recupero dell'edizione 1995 annullata per mancanza di neve), oltre ad una medaglia di bronzo in Slalom ai Mondiali del Sestriere 1997.

 

Nel marzo 1998, a Crans Montana, in Svizzera, vinse lo Slalom Speciale, ottenendo la sua 50ª ed ultima vittoria in Coppa del Mondo, e chiudendo una straordinaria carriera di trionfi, tra i quali spiccano la Coppa del Mondo Assoluta conquistata nel 1995, 4 coppe di Slalom (1988-1992-1994-1995), 4 coppe di Gigante (1988-1991-1992-1995), 3 medaglie d'oro e 2 d'argento alle Olimpiadi Invernali e 2 medaglie d'oro e 2 d'argendo ai Campionati Mondiali di Sci Alpino.

 

Alberto Tomba è l'unico sciatore della storia ad aver vinto almeno una gara in Coppa del Mondo per 11 stagioni consecutive.

 

Il suo nome è associato a miti dello sport quali Fausto Coppi e Muhammad Alì

 

Indimenticabile il 27 febbraio 1988 quando il Festival di Sanremo s'interruppe per trasmettere le fasi finali dello Slalom Speciale di Calgary (Canada) dove Alberto centrò il suo secondo oro Olimpico di quell'edizione, entrando nella storia dello sport italiano.

 

Con il ritiro di Tomba, seguito poco dopo da Deborah Compagnoni ed Isolde Kostner nel femminile, si chiuse un'epoca d'oro per lo sci italiano.