Alle 19.02 del 21 dicembre 1988, un Boeing 747 della Pan Am proveniente da Londra e diretto a New York, sparì dai tracciati radar: poco dopo si schiantò al suolo nei pressi di Lockerbie, in Scozia, provocando una scossa sismica di 1,6 Richter e distruggendo molte case.

L’aereo era già esploso in volo a causa delle detonazione di un esplosivo al plastico situato in una valigia all’interno del vano bagagli. La disintegrazione fu rapida e l’aereo, raggiunti i 6.000 m di quota, precipitò in posizione quasi verticale. Nel disastro morirono 270 persone, 259 a bordo dell’aereo e 11 a terra colpite dai rottami del velivolo. Prima dell’11 settembre fu l’attentato terroristico più sanguinoso condotto contro un aereo civile. Le indagini portarono alla cattura del libico Mohamed al-Megrahi che, nel gennaio 2001, fu condannato all’ergastolo presso una corte scozzese eccezionalmente riunita a Camp Zeist nei Paesi Bassi. Il 20 agosto del 2009 Megrahi è stato però scarcerato in quanto malato terminale di cancro e, tornato in Libia, è stato accolto come “eroe nazionale”. Il 4 luglio del 2010 il suo stesso medico ha affermato che Megrahi potrebbe vivere ancora altri 10 anni. Nel 2011 è stato accertato che Gheddafi ebbe responsabilità dirette nell’ordinare l’attentato di Lockerbie…