Il 4 marzo del 1877 debuttò al Teatro Bolshoi di Mosca uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo: “Il lago dei Cigni” di Čajkovskij.

Paradossalmente il suo debutto fu un fiasco totale, tanto da essere ritirato subito dalle scene. Solo 20 anni dopo la sua prima esecuzione il balletto prese finalmente il volo. Nelle mani di Petipa e di Lev Ivanov, infatti, fu sviluppato pienamente il dramma centrale della donna intrappolata nel corpo di un cigno, attraverso i movimenti delle braccia, le articolazioni dei piedi e la posizione della testa e del collo della ballerina. Composto da Čajkovskij tra il 1875 e il 1876, “Il lago dei cigni” narra la storia della bellissima principessa Odette che, a causa del malefico sortilegio del mago Rothbart, è costretta a trascorrere le ore del giorno sotto le sembianze di un cigno bianco. Soltanto un giuramento d’amore può sconfiggere la maledizione. Il Principe Siegfried si innamora di Odette  ma viene ingannato da Rothbart, il quale lo costringe a giurare eterno amore a sua figlia Odile che ha assunto le sembianza di Odette. Scoperto l’inganno Siegfried si getta nelle acque del lago alla ricerca di Odette, ma una tempesta inghiotte i due amanti e, soltanto una volta placata, essi si riuniranno in un’Apoteosi Celeste. Nel corso del tempo sono state numerose le interpretazione della scena finale, ma il fascino del balletto è giunto fino ad oggi intatto, fino a rivivere di recente sul grande schermo nel capolavoro di Darren Aronofsky “Il cigno nero”, che è valso l’Oscar alla protagonista Natalie Portman.