A Enniskillen, in Irlanda del Nord, era l’8 novembre del 1987 quando, durante le celebrazioni del Remembrance Day in ricordo delle vittime britanniche e irlandesi delle due guerre mondiali, esplose una bomba che uccise 11 persone.

L’attentato fu rivendicato dalla Provisional IRA, un’organizzazione paramilitare che da tempo si batte per la fine della presenza britannica in Irlanda del Nord e per la riunificazione con la Repubblica d’Irlanda. La PIRA nacque tra il 1969 e il 1970 con la scissione dall’IRA, l’Irish Republican Army, di alcuni elementi critici verso la leadership, accusata di tendenze troppo socialiste. Inizialmente la PIRA si occupò di difendere i quartieri cattolici delle principali città dell’Irlanda del Nord ma in seguito iniziò una vera e propria offensiva militare contro le truppe britanniche e contro i cosiddetti “obiettivi economici”, che venivano fatti saltare in aria sempre con maggior frequenza. Dopo anni tremendi di bombe, omicidi e attentati, verso la fine degli anni ’80  la capacità militare della PIRA aumentò notevolmente grazie al sostegno di Muammar Gheddafi che inviò navi con numerosi armamenti moderni. Tra il ’92 e il ’93 la PIRA fece esplodere due bombe nel centro di Londra, ma ormai tra l’organizzazione e il governo britannico erano iniziati dei colloqui segreti per raggiungere la pace. Dal 1998, grazie all’Accordo del Venerdì Santo, l’Irlanda del Nord sta vivendo un periodo pacifico e nel 2005 la PIRA ha annunciato la fine della lotta armata e ha dichiarato di voler utilizzare mezzi esclusivamente pacifici per arrivare alla riunificazione dell’Irlanda.